Campane Vecchie - Amici di S.Barnaba

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Campane Vecchie

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Il Vecchio Concerto
La nostra Chiesa di San Barnaba possedeva cinque campane nate in quattro momenti diversi e in tre diverse fonderie.
La campana maggiore, del peso di Kg. 753,5 riproduceva la nota musicale FA ed era stata fusa dalla ditta DACIANO COLBACCHINI IN PADOVA nell'anno 1896. Fu consacrata da S. E. Mons. Paolo Carlo Origo nel mese di Agosto essendo Parroco Amos Marchesi e Fabbriceri Giovanni Trentin, Alessandro Cremonesi e Giuseppe Montini, come si leggeva sulla medesima campana. La legenda avvertiva che si trattava di una rifusione e recava le immagini dell'Addolorata, di S. Giuseppe, S. Barnaba e del S. Cuore di Gesù: ANNO DOMINI 1896 MENSE AUGUSTO AMOS MARCHESI ARCHIPRESBITERO IOANNE TRENTIN ALEXANDRO CREMONESI ED IOSEPHO MONTINI PRAEPOSITIS FABRICAE DENUO FUSAM A D. COLBACCHINI PATAVII PAULUS CAROLUS ORIGO EPIS. MANTUANUS CONSECRAVIT.


La seconda, del peso di Kg. 497,5 rispondeva alla nota musicale SOL.
Fusa nel 1770 da Giuseppe Ruffini, recava le immagini dell'Addolorata, di S. Filippo Benizi, dei Setti Santi Fondatori e di altri quattro Santi Serviti, il monogramma servita e la seguente legenda: FILII DOLORIS MEI VESTEM SUSCIPITE SERVI ELEGI VOS DE MUNDO UT EATIS ET FRUCTUM AFFERATIS ET FRUCTUS VESTER MANEAT MDCCLXX PRIORE ADM. R. P. MRO IOAN. ANGELO DE CASTRO SERV. M. CONVENT. S. BARNABAE IOS. RUFFINI FECIT.

La terza del peso eli Kg. 360,5 rispondente alla nota musicale LA, era stata rifusa da Cavadini padre e figlio Achille fonditori in Verona nell'anno 1869. Recava le immagini di S. Marco, S. Rita, S. Filippo Neri e S. Anna. Nella legenda era specificato che era stata rifatta con le offerte dei fedeli, benedetta da Mons. Luigi Martini essendo Parroco Celestino Affini e fabbricieri Carlo Carnevali e Francesco Tebaldi. La si trascrive per la storia: FLEBS CURIALIS D. BARNABAE AES SACRUM STIPE COLLATA CONFLAND. REFIC. Q. IUSSIT A. MDCCCLXIX IV REGNI D. N.VICT. EMANUELIS II AEQ. ALOYS. MARTINUS VIC. GEN. CAPIT. BENED. CURAVIT. COELESTINO AFFINIO CURIONE - CLA-RO CARNEVALIO - FRAN. TEBALDIO AEDILIBUS.

La quarta, in SI bemolle, rifusa anch'essa dalla succitata ditta Cavadini di Verona, del peso di Kg. 292, recava le immagini del Battesimo di Gesù, di S. Giuseppe, S. Francesco di Sales e S. Agostino e la seguente legenda: AES SACRUM FATISCENS CONFLATUM REFECTUMQUE A. MDCCCLXIX.

La quinta, in DO sopra il diapason, di Kg. 199,5 era stata fusa da Giuseppe Ruffini nel 1778. Recava le immagini di S. Filippo Benizi, S. Eustachio, S. Luigi Gonzaga, S. Maurizio, S. Giuda e la Deposizione dalla Croce. Recava sparse le figure di animaletti: un cane, un orso, una scimmietta. La legenda diceva: IOSEPH RUFFINI FECIT A FULGURE ET TEMPESTATE LIBERA NOS DOMINE ANNO D. MDCCLXXVIII.


Le campane non potevano suonare in concerto perché due di esse eccedevano rispetto alle altre creando l'impressione che si trattasse di due concerti di diversa tonalità. Questo difetto imputabile all’epoca, a lega e fabbrica diverse, era impossibile da eliminare se non rifondendole. Inoltre le due campane più anziane si erano notevolmente logorate nel punto di battuta così da ritenere facile una rottura. Infine la rifusione poteva essere consigliata anche dal vantaggio di ottenere una tonalità più grave, assai raccomandata nei concerti cittadini in quanto il suono più grave e meno squillante riesce più gradevole. Partiti con l'idea di rifare il castello di legno, fatiscente e pericoloso, per sostituirlo con altro in ferro con ceppi e contrappesi in ghisa, cuscinetti a sfere agevolanti il movimento, ancorando il tutto alla base della cella campanaria allo scopo di non compromettere la statica del campanile con le spinte esterne, si è arrivati al Nuovo Concerto, corredato perciò di un castello proporzionato all'aumentato peso da sostenere e di motori per il movimento delle campane comandati da impulsi elettrici.

 
 
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